La Storia

OGGI SigiltecH, TUTTO NASCE DA QUI…

I primi a portare in Italia il concetto di sigillo di sicurezza.

“Ma cosa sono i sigilli antimanomissione di nuova generazione? a cosa servono? Esistono già il piombino e la ceralacca, si useranno sempre quelli!.”

Questo è quello che dicevano al dottor Alfredo Fiore quando esponeva la sua idea alla fine degli anni 70’. – Nessuno credeva al mio progetto, mi prendevano per matto – Ma la perseveranza e la forte convinzione di voler fornire uno strumento utile all’umanità, dal grande valore sociale, simbolico ed etico, alla fine lo premiarono.

Come nacque l’idea del sigillo di garanzia?

Laureato in Scienze Politiche, Alfredo Fiore iniziò a lavorare sin da subito in Olivetti, nel settore commerciale. Per più di 13 anni portò il suo contributo alla storica azienda italiana. Nel frattempo però si instaurava ben saldo nella sua mente il pensiero e la voglia di creare un’attività in proprio che fosse indispensabile per la Società intera.  – Tornato a casa mi fermai per qualche motivazione, inconscia probabilmente, davanti al contatore della luce. Allora ce n’erano due, per le diverse due fasi di corrente (125 e 220). Mi accorsi solo in quel momento che i due contatori erano piombati. Da lì la mente cominciò a viaggiare –. Nel 1977 s’imbattè, dopo varie ricerche di settore, nell’ambasciata del Brasile e in una ditta, la Disse, che aveva da poco intrapreso la produzione di sigilli di nuova generazione. Sondato il mercato e fatti i calcoli necessari, il dottor Fiore lasciò l’Olivetti il 1 maggio 1983 per poi fondare nello stesso anno l’antenata della SigiltecH srl, la ELC Prodotti di Sicurezza srl.

Così nacque la prima azienda in Italia ad occuparsi esclusivamente di sigilli, borse, buste, etichette di massima sicurezza e antimanomissione.

“Il sigillo di garanzia, uno strumento etico al servizio della società che combatte contro il concetto di apparenza e falsa morale.”

Furono realizzati particolari stampi per produrre sigilli di sicurezza in plastica (polipropilene) codificati univocamente, per sostituire vecchi sistemi di sigillatura che facevano uso di pinze e che non potevano garantire trasparenza né ciò che si voleva proteggere.

Si trattava di un settore totalmente innovativo per un mercato abituato, da secoli, alla ceralacca e al piombino, dispositivi di incerta affidabilità in quanto facilissimi da manomettere, senza lasciarne tracce evidenti.

Il logo simbolo del sigillo come cura ai mali della società.

Il sigillo, in quanto tale, esiste sin dai tempi dei Sumeri. I sigilli venivano impressi sui vasi che contenevano le merci da esportare e s’ipotizza che ne attestassero il contenuto, il produttore, la provenienza e la quantità con una sorprendente analogia alla moderna etichettatura di protezione, per evitare le frodi alimentari o le imitazioni servili.

I Romani solevano utilizzare anelli o pugnali sui quali veniva raffigurato il signum con il quale ponevano la loro firma sui documenti importanti.

L’imperatore Giustiniano liberalizzò l’uso del sigillo con l’editto del 512 d.c. che imponeva il signum ai barbari presenti nell’impero.

insomma, il sigillo è sempre stato uno strumento d’informazione, di sicurezza e deterrenza al servizio della Società e sempre lo sarà.

La decisione di utilizzare come marchio della SigiltecH l’immagine dell’arcangelo di Castel Sant’Angelo che “ inguaina la spada ”, si pone proprio in quest’ottica.

Si narra infatti che nel 500 l’arcangelo Michele apparve a papa Gregorio Magno, rinfoderante la spada sulla Mole Adriana, durante una solenne processione penitenziale per scongiurare la peste che infieriva su Roma. La visione venne interpretata come presagio dell’imminente fine della peste, cosa che puntualmente avvenne.

L’arcangelo quindi che inguaina la spada come simbolo della fine della malattia, la cura dei mali, il benessere, la tranquillità e la sicurezza del popolo, la Verità che sovrasta qualsiasi dubbio.

I traguardi raggiunti nel mondo della sicurezza e della lotta alla contraffazione.

“Il sigillo di sicurezza, il buon sigillo, più è semplice e più è sicuro.”

Il dottor Fiore e la SigiltecH, per costituzione, si sono sempre impegnati per creare efficienti sistemi di antimanomissione da introdurre in un vasto mercato, bisognoso di sicurezza e trasparenza.

Nel 1984 l’attuale SigiltecH (ex ELC) fu la prima azienda produttrice di sigilli di sicurezza a partecipare alla Fiera della sicurezza di Milano. – C’erano le massime aziende produttrici di vetri blindati e casseforti e non volevano dar spazio alla nostra azienda, perché ritenuta non affine al concept della fiera” –

Nel 1986, esattamente il 14 luglio (una data importante per la storia francese che ricorda il 14 luglio 1789 quando venne presa la Bastiglia da parte dei rivoluzionari transalpini), dopo 9 anni di trattativa, vennero utilizzati i primi sigilli in plastica alle Poste Italiane.

Nel 1988 il dottor Fiore fu tra i soci fondatori dell’INDICAM “Istituto Nazionale per la Lotta alla Contraffazione”.

Nel 1988, quando Ben Johnson vinse ai Giochi olimpici di Seul la finale dei 100 metri stabilendo il nuovo record mondiale con il tempo di 9″79, e tre giorni dopo i risultati dei test antidoping lo rivelarono positivo, squalificandolo e annullandogli vittoria e record, al dottor Fiore venne un’importante intuizione. Bisognava portare strumenti di sicurezza per assicurare trasparenza anche nel mondo dello sport, combattendo il fenomeno del doping.

Due anni dopo, in corrispondenza dei Mondiali di Italia 90’, furono utilizzate per la prima volta le buste e le borse antieffrazione nel mondo dell’antidoping.

Così è nata la Sfragistica.

“Il sigillo antieffrazione, un catalizzatore d’onestà.”

Ogni settore, ogni Paese, cultura o religione ha ed avrà sempre bisogno di ordine e lotta alla disonestà. Il sigillo si pone in linea con il detto “la legge non ammette ignoranza”.

Dando le informazioni necessarie sull’eventuale contraffazione, toglie ogni dubbio al fruitore, non ammette ignoranza e combatte contro l’apparenza.  – “E’ psicologia fatta materia. Un catalizzatore d’onestà perché, come il catalizzatore, non prende parte al fenomeno ma lo condiziona”. –

Da questo postulato è nata nel dottor Fiore l’esigenza di coniare un nuovo termine: la sfragistica (dal greco sphragis, la scienza che studia i sigilli) e un relativo albo a cui fare riferimento.

Diviene così nel 1996 presso il Tribunale di Roma, settore Civile e Penale, il primo Perito in Sfragistica Contemporanea nell’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU).

Un’azienda, la SigiltecH, un prodotto, il sigillo antimanomissione, che hanno rivoluzionato il mondo della sicurezza e tutto ciò che ne deriva. Una vera e propria filosofia di vita per il dottor Alfredo Fiore ma anche per le sue figlie che stanno portando avanti l’operato paterno rendendo sempre più florida e innovativa l’azienda attuale.